13 January 2026
Filippo Angelo Romeo
Head of Cybersecurity & GRC Advisory
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Cyber Risk: la bomba a orologeria dentro ogni boardroom

 

Perché il rischio informatico è ormai una priorità strategica, non un tema tecnico

 

Due dirigenti osservano in silenzio una dashboard di sicurezza, sullo sfondo le luci della città. Nel 2025, il cyberspazio non è più un dominio astratto riservato ai tecnici. È diventato una variabile geopolitica, un fattore finanziario e un elemento strutturale della competitività aziendale. 

Eppure, in molte boardroom, il cyber risk viene ancora percepito come un “problema IT”una questione legata alla gestione e manutenzione tecnica dei sistemi informatici. 

Una visione obsoleta, che ignora una verità ormai evidente: il rischio informatico è un rischio di business. E può determinare, in poche orela continuità o la crisi di un’intera organizzazione. 

L’illusione del “più budget in IT”

 

Per anni la cybersicurezza si è appoggiata su un modello lineare: costruire barriere più alte, aggiungere livelli di protezione, prevenire gli incidenti. Un paradigma perimetrale che si reggeva su un presupposto semplice: c’è un interno sicuro e un esterno ostile. 

Il successo era misurato in modo binario: nessun incidente = strategia efficace. 

Di conseguenza, molti investimenti si sono trasformati in una sommatoria di tecnologie che promettono protezione. Oggi questo approccio non regge più. 

Il perimetro è diventato liquido, frammentato tra cloud, lavoro ibrido, ecosistemi di partner e supply chain digitali. Non esiste più un confine chiaro da difendere, né una barriera abbastanza solida da garantire l’impenetrabilità. 

Inoltre, il continuo accumulo di livelli di difesa e la moltiplicazione di strumenti e dashboard hanno generato una tale complessità gestionale da mettere sotto pressione, nel tempo, i team di sicurezza aziendali. 

 

Le nuove minacce dell’era digitale estesa

 

Nell’attuale scenario, vulnerabilità tecnologiche e interdipendenze operative espongono le organizzazioni a rischi sistemici. 
Non parliamo più di attacchi isolati, ma di minacce adattive, automatizzate, scalabili. Tra le più rilevanti: 

  • AI offensiva Il Social Engineering diventa iperrealistico: deepfake vocali e video, phishing generato da modelli linguistici, capacità di evasione automatizzata. Oltre l’80% degli attacchi basati sull’ingegneria sociale sfrutta già l’intelligenza artificiale. 
  • Ransomware-as-a-Service Il ransomware rimane la minaccia con l’impatto più alto nell’UE, rappresentando oltre l’83% del malware identificato. Un modello industrializzato, che abbassa la soglia di ingresso per gli attaccanti. 
  • Convergenza IT/OT L’attacco non riguarda più solo i dati: coinvolge la continuità fisica dei processi. Nell’OT, la priorità non è più la riservatezza, ma la sicurezza operativa e la disponibilità. Un incidente può generare danni ambientali, fermi produttivi estesi o rischi per la vita umana.

In questo contesto, la prevenzione da sola è insufficiente. Serve un cambio di paradigma. 

Il nuovo mindset: dalla protezione alla resilienza operativa

 

Per raggiungere questo livello di resilienza, le organizzazioni devono adottare un framework di sicurezza adattivo, guidato dal business e abilitato dal digitale. 

Quattro i pilastri fondamentali: 

1. Governance integrata 
La cybersecurity non è un silo tecnico, ma parte del modello di gestione del rischio, della strategia corporate e della compliance (NIS2, DORA, ESG digitale). 

2. Resilienza architetturale
 
L’architettura Zero Trust elimina la fiducia implicita, segmenta gli ambienti e riduce la possibilità di movimento laterale degli attaccanti. 

3. Difesa continua
 
Non si reagisce a un incidente, si opera in modalità di risposta costante: monitoraggio, analisi comportamentale, detection continua. 

4. Comportamento proattivo
 
L’AI non è solo vettore di attacco, ma leva difensiva: anticipa i pattern ostili, automatizza la risposta a velocità macchina, rende la sicurezza dinamica. 

La sicurezza come responsabilità di business

 

La cybersecurity non può più essere relegata all’IT. È una competenza trasversale, una responsabilità condivisa e un pilastro della strategia aziendale. Integrare la sicurezza nelle decisioni del Consiglio di Amministrazione non è solo una scelta prudente, ma una condizione necessaria per garantire resilienza, continuità operativa e competitività nel medio-lungo periodo. 

In un contesto in cui le minacce evolvono più rapidamente dei modelli tradizionali di difesa, la maturità digitale e la resilienza diventano elementi determinanti per la sostenibilità del business.  

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