16 April 2026
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Linda Pasini
Compliance Consultant Specialist
Approfondimento
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Prepararsi all’imprevedibile: la gestione degli incident


alberi e pannelli solari

Il Rapporto Clusit presentato a marzo 2026 ha evidenziato un aumento significativo del numero di incident cyber. Nelle organizzazioni italiane il numero di incidenti noti gravi è passato da 70 casi del 2021 a 507 del 2025. La tendenza è confermata anche a livello globale, dove gli incidenti sono cresciuti da 2.049 nel 2021 a 5.265 nel 2025.

La crescita non riguarda solo la quantità, ma anche la qualità degli attacchi: la gravità media degli incidenti è infatti aumentata, rendendo gli impatti sempre più rilevanti in termini di continuità operativa, perdite economiche e tutela dei dati. 

Questo scenario fa emergere due spunti di riflessione. 

Il primo è che l’Incident Management è a tutti gli effetti un processo critico per le organizzazioni, che richiede un modello strutturato e capace di guidare l’azienda anche nelle situazioni di maggiore pressione e stress. 

Il secondo riguarda la capacità di stabilire le priorità. In un contesto di crisi, saper distinguere ciò che è davvero prioritario è fondamentale: quando tutto sembra urgente, si rischia di perdere il focus. Per questo è fondamentale avere chiaro quali siano i “crown jewels”, ovvero gli asset più critici da proteggere, e definire in anticipo l’ordine delle azioni da intraprendere. 

 

Cosa può fare concretamente un’azienda per gestire al meglio un incidente cyber?

Se è vero che l’imprevedibilità è parte integrante della natura stessa degli incidenti, è altrettanto vero che è possibile prepararsi, strutturandosi in modo da non farsi trovare impreparati.  

Questo significa dotarsi di un piano di Incident Management solido, accurato e in grado di supportare una reazione tempestiva ed efficace e che alimenti un ciclo di miglioramento continuo, contribuendo a rendere l’organizzazione più resiliente nel tempo. 

Un buon piano di Incident Management dovrebbe fondarsi su principi chiari e concreti: responsabilità chiaramente definite e processi semplici ma ben strutturati, pensati per funzionare anche nei momenti più critici, quando il tempo è poco e le decisioni devono essere rapide e guidate dalle priorità. 

Il percorso di Deda

In Deda, anche in risposta alle nuove sfide introdotte dalla Direttiva NIS2, abbiamo avviato un percorso strutturato per la definizione di un modello di Incident Management a livello di Gruppo. Un’iniziativa che, nel tempo, riteniamo possa contribuire in modo significativo al rafforzamento della nostra postura di cybersecurity e alla protezione del business. 

Il nostro modello si fonda sulla comunicazione costante e la collaborazione strutturata tra i diversi reparti e le società del Gruppo, con l’obiettivo di garantire una gestione degli incident integrata e coordinata. Questo approccio ci permetterà di rendere l’esperienza un patrimonio condiviso, favorendo un reale processo di lesson learned e un miglioramento continuo delle capacità di risposta e resilienza del Gruppo. 

FAQ

Perché è importante avere un processo strutturato di gestione degli incidenti cyber?

Un processo strutturato permette di rispondere in modo rapido ed efficace agli attacchi informatici, riducendo l’impatto su sistemi e business. Inoltre aiuta a classificare correttamente l’incidente, attivare le contromisure adeguate e coordinare meglio le attività tra i team coinvolti.

Qual è l’obiettivo della fase di contenimento in un incidente cyber?

La fase di contenimento, in un incidente cyber, serve a limitare la diffusione dell’attacco e a ridurne l’impatto. In questa fase si isolano i sistemi compromessi o si applicano misure temporanee per evitare che la minaccia si propaghi ad altre parti dell’infrastruttura.

Quali sono le fasi della gestione di un incidente cyber?

La gestione di un incidente dovrebbe essere un processo strutturato sulla base delle seguenti fasi: .

1. Analisi della minaccia e triage
Per comprendere rapidamente cosa sta accadendo e ricostruire la cyber kill chain, classificare correttamente l’incidente e attivare le azioni appropriate, inclusa l’eventuale prenotifica alle Autorità competenti.

2.Contenimento
Per limitare la diffusione dell’incidente e ridurne l’impatto sui sistemi e sul business..

3.Eradicazione
Per eliminare la minaccia alla radice e ripristinare condizioni di sicurezza adeguate.
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4.Ripristino e recovery
Per riportare i sistemi alla piena operatività in modo controllato e sicuro.

5.Miglioramento
Per trasformare l’incidente in lezione per migliorare processi, competenze e difese future.

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