21 July 2026
Savino Grande
Market Line Manager - Banking & Finance
Financial Services
Approfondimenti
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Industrializzare l’innovazione: la nuova frontiera della trasformazione bancaria 

 

Superata la fase della sperimentazione, la vera sfida per le banche è trasformare gli investimenti tecnologici in capacità concrete, scalabili e sostenibili nel tempo. 

 

Gruppo di executive in riunione

Nel settore bancario, innovazione tecnologica e trasformazione digitale sono leve strategiche ormai consolidate. Intelligenza artificiale, modernizzazione delle piattaforme core, governo del dato e resilienza operativa rappresentano oggi priorità condivise dall’intero mercato.  

A confermarlo è anche il Rapporto ABI Lab – Scenario ICT Banking 2026, che evidenzia come la questione non sia più se investire in innovazione, ma come tradurre gli investimenti in risultati concreti e duraturi. 

I numeri mostrano chiaramente questa dinamica: per il 90% delle banche il budget ICT 2026 è stabile o in crescita rispetto all’anno precedente e, in quasi la metà dei casi, l’incremento supera il 5%. Un segnale che testimonia la volontà del settore di continuare a investire nella trasformazione pur in un contesto caratterizzato da elevata complessità normativa, tecnologica e operativa.  

Dalla tecnologia alla capacità di esecuzione 

 

Anche l’analisi delle priorità di investimento racconta un mercato entrato in una nuova fase di maturità.  

L’intelligenza artificiale è ormai una componente centrale delle strategie bancarie: otto istituti su dieci la collocano tra le principali priorità per il 2026. Allo stesso tempo, le iniziative che occupano le posizioni più alte nelle roadmap sono spesso quelle che incidono direttamente sull’operatività quotidiana. La modernizzazione dei sistemi di core banking e il reengineering dei processi continuano infatti a rappresentare aree di investimento fondamentali.  

Questo orientamento evidenzia un cambio di prospettiva: la tecnologia non costituisce più il principale elemento differenziante. A fare la differenza è la capacità di integrarla nei processi aziendali, governarla nel tempo e renderla realmente fruibile su scala.  

In altre parole, il valore nasce dalla capacità di trasformare le tecnologie più avanzate in competenze operative, processi efficienti e modelli di servizio evoluti. 

 

Il punto critico: colmare l’execution gap 

 

L’evoluzione del settore pone in evidenza una sfida ricorrente: la distanza tra strategia ed esecuzione.  

Secondo il Rapporto ABI Lab, una parte significativa della spesa ICT continua a essere destinata al funzionamento ordinario della banca. Le Operations assorbono oltre il 40% della spesa IT complessiva e una quota prevalente di queste risorse è dedicata alla gestione e manutenzione dei sistemi esistenti.  

L’innovazione, quindi, deve convivere con infrastrutture, applicazioni e processi che garantiscono continuità operativa ogni giorno. È in questo contesto che emerge il cosiddetto execution gap: quell’insieme di inefficienze e complessità che rallenta la trasformazione e riduce la capacità di portare rapidamente a valore le iniziative strategiche.  

Legacy applicativi, processi frammentati, duplicazioni operative e modelli organizzativi a silos rappresentano spesso i principali ostacoli alla scalabilità dell’innovazione.  Per superare questo divario è necessario intervenire su alcuni elementi chiave: 

  • semplificare il landscape applicativo, riducendo ridondanze e complessità;  
  • orchestrare i processi in logica end-to-end;  
  • favorire una collaborazione più efficace tra business, IT e funzioni di controllo;  
  • rafforzare la governance del dato;  
  • estendere l’automazione ai processi core, dove può generare impatti misurabili in termini di efficienza e qualità decisionale.
 

Dati, sicurezza e cloud: le basi per innovare su scala 

Tre colleghi lavorano in team davanti al pc
 

La crescente attenzione verso l’intelligenza artificiale è accompagnata da investimenti sempre più rilevanti nelle condizioni che ne rendono possibile un utilizzo efficace e sostenibile.  

La cybersecurity continua a essere una priorità strategica per la maggior parte degli istituti, mentre il governo del dato assume un ruolo sempre più centrale. Oggi non è sufficiente disporre di grandi quantità di informazioni: occorre garantirne qualità, affidabilità, tracciabilità e 
spiegabilità, soprattutto quando alimentano processi automatizzati o modelli di AI. 
 Non sorprende quindi che oltre l’80% delle banche dichiari un elevato livello di attenzione verso la Data Quality nel biennio 2026-2027.  

Parallelamente, anche le strategie infrastrutturali stanno raggiungendo un livello di maturità più avanzato. La maggioranza degli istituti considera prioritario definire e consolidare una strategia cloud, accompagnandola con modelli di governance, competenze dedicate e presidi organizzativi adeguati. 
 Il cloud, come l’intelligenza artificiale, non è più un progetto circoscritto, ma una capacità da gestire e sviluppare nel tempo. 

 

Dall’innovazione alla trasformazione industriale 

 

Quando dati, processi, architetture e governance non evolvono in modo coordinato, il rischio è che le iniziative innovative restino isolate e non producano benefici diffusi. È il caso di soluzioni di AI che non riescono ad andare oltre la fase pilota o di inefficienze operative che continuano a crescere sotto il peso della complessità tecnologica.  Le evidenze emerse dal Rapporto ABI Lab descrivono un settore che ha superato la fase della sperimentazione ed è entrato in una logica più industriale. L’obiettivo non è più introdurre innovazione, ma renderla stabile, ripetibile e sostenibile all’interno dell’operatività quotidiana. 

La sfida dei prossimi anni sarà quindi costruire una capacità strutturale di trasformazione, capace di accompagnare l’evoluzione del business mantenendo elevati livelli di sicurezza, controllo e continuità operativa. 

È in questo contesto che si inserisce il contributo di partner tecnologici in grado di affiancare le banche lungo tutto il percorso di trasformazione: lavorando in modo integrato su architetture, dati e processi per accelerare l’esecuzione e favorire la creazione di valore nel tempo.  

Il messaggio che emerge con chiarezza è semplice: 
nel banking del futuro la differenza non sarà determinata dalle tecnologie disponibili, ma dalla capacità di trasformarle in risultati concreti. 

Perché oggi l’esecuzione non è soltanto una necessità operativa. È una leva competitiva strategica. È ciò che distingue chi sperimenta da chi trasforma realmente il proprio modello di business. 
 

 

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