Costruire nuove relazioni tra patrimonio, territorio e cittadini
Maria Emanuela Oddo
Information Systems Project Manager

Il digitale per il patrimonio culturale: da strumento di visita a leva di governance
Gli attrattori culturali stanno attraversando una trasformazione profonda. Non si tratta solo di rendere la visita più coinvolgente o interattiva: la vera sfida è ripensare il ruolo della tecnologia come parte integrante dei processi di gestione, relazione e sviluppo del territorio.
Lo conferma anche la recente ricerca promossa dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali nell’ambito del programma Dicolab - Cultura al digitale: le istituzioni culturali chiedono oggi strumenti che consentono di aggiornare autonomamente i contenuti, all’interno di una strategia definita e in co-creazione con i partner tecnologici, di assicurare accessibilità e usabilità per pubblici diversi, garantendo un’esperienza autonoma e fluida, e di pianificare in modo sostenibile costi di realizzazione e manutenzione.
L'innovazione nel cultural heritage non può essere episodica. Deve essere integrata nei piani strategici e sostenere i processi ordinari: coordinamento delle attività di comunicazione, accessibilità dei contenuti, aggiornamento continuo delle informazioni, relazione strutturata con il territorio. In una parola, governance.
La data governance alla base di ricerca, tutela e fruizione
Perché la tecnologia possa davvero generare valore, deve poggiare su una gestione consapevole dei dati e dei contenuti digitali. È qui che ricerca, tutela e fruizione tornano a dialogare: modelli 3D, contenuti multimediali, piattaforme di visita e strumenti di engagement diventano efficaci quando sono alimentati da un sistema integrato, capace di mettere in relazione conoscenza scientifica, narrazione e gestione.
Il progetto Archaeodigit, sviluppato in co-progettazione tra i Parchi archeologici europei Fulfinum Mirine, Kaštela, Sepino, Helvia Recina, Juraj Dobrila University di Pula con Università di Macerata ed ETT rappresenta un esempio concreto di questo approccio.
Non un insieme di installazioni digitali, ma un percorso condiviso per integrare il digitale nelle strategie dei siti che, grazie alla definizione di linee guida e all’identificazione di esigenze comuni, ha permesso di mettere in luce le caratteristiche distintive dei singoli Parchi in coerenza con la loro identità e con il contesto turistico-sociale di riferimento, rispondendo al contempo a necessità di narrazione identitaria e a bisogni reali di accessibilità e coinvolgimento.
Le soluzioni di supporto alla visita – contenuti multimediali geolocalizzati, ricostruzioni virtuali in 3D, gaming, totem interattivi, piattaforme di gestione dei dati, plastici sensorizzati – arricchiscono l’esperienza del visitatore e ne aumentano l’accessibilità, affiancate da un sistema in grado di integrare i processi di ricerca, tutela, gestione e valorizzazione dei siti.
Alla base, Archaeodigit Platform: un sistema di gestione dei contenuti (CMS) che alimenta e consente di aggiornare facilmente sia le quattro app di visita, veri e propri strumenti di engagement e narrazione, sia il sito web unico, concepito e realizzato come hub per gli stakeholder locali.
Un’infrastruttura, dunque, che, grazie all’integrazione dei dati, garantisce sostenibilità operativa nel tempo. Una sezione di e-commerce per il riuso di strumentazioni e arredi dismessi introduce, inoltre, una prospettiva di economia circolare applicata alla cultura.
Una visione di lungo periodo
Costruire nuove relazioni tra patrimonio, territorio e cittadini significa progettare soluzioni affidabili, scalabili e capaci di accompagnare l’evoluzione degli attrattori culturali. In questa prospettiva, la tecnologia non è protagonista di per sé stessa: è un abilitatore. Supporta la governance del patrimonio digitale, rafforza il legame con le comunità e rende la valorizzazione un processo continuo, sostenibile e misurabile.
È in questa integrazione tra innovazione, dati e visione strategica che il contributo di ETT, all’interno del Gruppo Deda, trova la sua piena espressione: trasformare la complessità culturale in ecosistemi digitali capaci di generare valore per i territori.
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