Luca Tonello
CEO Deda Stealth
Ripensare la creazione di valore nella moda
La sostenibilità diventa una leva di business quando dati, tracciabilità e modelli operativi consentono di governare il ciclo di vita del prodotto in modo misurabile, industriale e scalabile.

Nel settore della moda, la sostenibilità ha superato da tempo la fase delle dichiarazioni di intenti. Tracciabilità, circolarità e conformità normativa sono ormai temi strutturali nell'agenda di brand e retailer. La vera sfida oggi è trasformare questi obiettivi in un modello industriale capace di generare valore misurabile.
In questo senso, la sostenibilità sta evolvendo da vincolo operativo a leva di competitività. Lo confermano sia l'evoluzione del mercato sia il quadro normativo europeo. Secondo il più recente studio di KPMG e Fédération de la Mode Circulaire, entro il 2030 la moda circolare potrebbe rappresentare in Europa un mercato da oltre 100 miliardi di euro.
La crescita della circolarità non è quindi soltanto una risposta alle aspettative dei consumatori o alle nuove regolamentazioni. È il segnale di una trasformazione più profonda che riguarda il modo stesso in cui il settore crea valore.
La circolarità non rappresenta un'estensione della sostenibilità, ma un'evoluzione del modello di business: il valore non si esaurisce più nel momento della vendita, ma accompagna il prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita.
La progettazione come primo atto di circolarità
Per anni il dibattito sulla sostenibilità si è concentrato soprattutto sul fine vita dei prodotti: invenduto, second hand, recupero dei materiali e riciclo.
Oggi appare sempre più evidente che la creazione di valore inizia molto prima. Lo studio FMC-KPMG evidenzia come circa l'80% dell'impatto ambientale di un prodotto venga determinato nella fase di progettazione.
Non sorprende quindi che l'eco-design sia destinato a rappresentare il principale motore della crescita della moda circolare nei prossimi anni.
La questione non riguarda soltanto la scelta di materiali più sostenibili. Significa progettare prodotti che possano durare più a lungo, essere riparati, rivenduti e recuperati con maggiore facilità. In altre parole, pensare al ciclo di vita del prodotto già nelle fasi iniziali del design.
Dal controllo della supply chain al governo del lifecycle

Per molte aziende del fashion e del luxury, una quota significativa della produzione continua a essere distribuita lungo catene di fornitura globali e frammentate.
In questo contesto, parlare di sostenibilità senza una reale visibilità sulla supply chain rischia di trasformarsi in un esercizio dichiarativo.
La tecnologia consente oggi di costruire una visione integrata della filiera: mappare fornitori, monitorare materiali, pianificare la produzione e ottimizzare gli stock. Ma il cambiamento più rilevante riguarda il passaggio dal Supply Chain Management al Lifecycle Management.
L'obiettivo non è più governare soltanto il processo produttivo, ma accompagnare il prodotto lungo tutto il suo percorso: dalla progettazione alla vendita, fino alla riparazione, alla rivendita e al recupero finale.
Il second hand come leva strategica
L'evoluzione del mercato second hand rappresenta uno dei segnali più evidenti di questo cambiamento. Secondo FMC-KPMG, il mercato europeo del resale potrebbe raggiungere quasi 27 miliardi di euro entro il 2030.
Il valore del second hand, tuttavia, non risiede soltanto nelle opportunità commerciali che genera. Ogni rivendita produce informazioni preziose sul comportamento reale del mercato: quanto un prodotto mantiene il proprio valore, dopo quanto tempo viene rivenduto e quali modelli restano desiderabili più a lungo.
Si tratta di dati che consentono ai brand di migliorare pianificazione, assortimenti e decisioni produttive. Proprio per questo il mercato secondario sta assumendo un ruolo sempre più rilevante come fonte di market intelligence. Soluzioni come Stealth Revalue consentono oggi di monitorare in tempo reale prezzi, domanda, valore residuo e dinamiche competitive del resale, offrendo ai brand nuovi strumenti per comprendere l'evoluzione del valore dei prodotti nel tempo e supportare decisioni più consapevoli in ambito design, pricing e posizionamento.
In questo scenario, il prodotto smette di essere un bene che conclude il proprio percorso con l'acquisto e diventa un asset il cui valore può essere preservato e accresciuto nel tempo. La capacità di comprenderne e governarne il comportamento anche dopo la vendita diventa così un elemento sempre più rilevante nella costruzione della competitività dei brand.
Il dato come infrastruttura della circolarità
Se la circolarità richiede di governare il ciclo di vita del prodotto, il dato diventa l'infrastruttura che rende possibile questo modello.
È in questa prospettiva che va letto il Digital Product Passport, destinato a diventare uno dei principali acceleratori della trasformazione del settore. Non soltanto uno strumento di compliance, ma un sistema capace di collegare informazioni su materiali, provenienza, processi produttivi, riparazioni, rivendite e recupero finale.
La tracciabilità assume così una funzione nuova: collegare sostenibilità, qualità e performance economica in un unico modello decisionale.
La sfida della scalabilità
Le tecnologie esistono. Così come esistono modelli di economia circolare che hanno dimostrato la loro efficacia.
La vera differenza è la capacità di portarli a scala.
Molti progetti di sostenibilità producono risultati interessanti ma restano confinati a iniziative isolate. Il valore emerge quando la sostenibilità viene incorporata nei processi che governano pianificazione, approvvigionamento, sviluppo prodotto, gestione degli stock e relazione con il cliente.
La sostenibilità genera valore solo quando smette di essere un obiettivo da perseguire e diventa una capacità operativa incorporata nei processi, nei dati e nelle decisioni che guidano il business.
Dall'ambizione all'esecuzione
La moda sta entrando in una nuova fase della propria evoluzione.
I brand che sapranno combinare dati, tracciabilità e governo del ciclo di vita dei prodotti non si limiteranno a rispondere alle richieste del mercato e delle normative. Costruiranno modelli più resilienti, efficienti e competitivi.
Perché oggi la sostenibilità non si misura soltanto nella riduzione degli impatti ambientali, ma nella capacità di creare valore duraturo lungo l'intero ciclo di vita del prodotto.
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