
In Italia i servizi sanitari e sociali faticano a parlare tra di loro: troppo spesso operano in modo disgiunto, utilizzando linguaggi, strumenti e procedure differenti. Eppure si tratta di due ambiti che condividono la stessa finalità – il benessere complessivo della persona (sanità) e la qualità della vita (welfare) – ma con dati che spesso non sono interoperabili, generando discontinuità nei percorsi di presa in carico, ritardi nell’assistenza e disuguaglianze territoriali.
Può arrivare dal digitale, quando non si limita a sostituire la carta, ma ridisegna i processi attorno alle persone. Stiamo parlando di un ecosistema digitale per la gestione integrata tra sanità e welfare. Una piattaforma con un’unica cartella socio-sanitaria per paziente che, attraverso moduli interoperabili, gestisce l’intero ciclo di presa in carico – dall’accesso ai servizi fino alla costruzione e alla gestione del Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) – integrandosi con i sistemi informativi regionali e garantendo coerenza tra la dimensione sociale e quella sanitaria.
I benefici concreti di un approccio digitale sono
evidenti nell’esperienza di realtà come quella dell’ASL Lecce, dove abbiamo
implementato un
ambiente applicativo collaborativo che va oltre i tradizionali gestionali:
uniforma processi, armonizza flussi informativi e costruisce una cartella
socio-sanitaria condivisa con tutti gli attori coinvolti.
I risultati sono significativi e hanno generato un cambio di metodo nella gestione delle cure domiciliari:
Il sistema informativo sanitario territoriale ha consentito così una gestione dei dati sanitari centralizzata e sicura per tutti i servizi coinvolti.
“L’esperienza della ASL Lecce dimostra che, quando tecnologia e organizzazione evolvono insieme, l’integrazione tra sanità e welfare diventa una realtà concreta e misurabile, capace di restituire centralità alla persona e di generare una nuova cultura della cura condivisa. Il messaggio principale è chiaro: digitalizzare la sanità non significa solo introdurre strumenti tecnologici, ma ridisegnare i processi attorno ai bisogni delle persone, con un impatto concreto su efficienza, qualità e soddisfazione.”
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