Il Gruppo ha riunito a Trento imprese, startup, università e centri di ricerca per un confronto sulle fondamenta tecnologiche del futuro e sul ruolo della collaborazione tra ricerca e impresa per accelerare innovazione, competitività e crescita economica.
Trento, 21 ottobre 2026 – Il futuro
dell'innovazione tecnologica non dipende soltanto dallo sviluppo di modelli di
intelligenza artificiale, ma dalla capacità di costruire infrastrutture solide,
valorizzare i dati, integrare le competenze e governare sistemi digitali sempre
più complessi. È questo il messaggio al centro del Co-Innovation Day 2026 di
Dedagroup, gruppo tecnologico di riferimento in Italia che opera a livello
internazionale accelerando il business e la digitalizzazione di oltre 4.000
clienti, che ha riunito a Trento imprenditori, manager, ricercatori e
innovatori per confrontarsi sulle condizioni necessarie affinché l'innovazione
generi valore duraturo per il sistema produttivo e la crescita.
L’evento si inserisce nel modello d’innovazione
aperta di Deda, che abilita sinergie tra competenze tecnologiche, industriali e
scientifiche, favorendo la collaborazione tra imprese, università, centri di
ricerca, startup e giovani talenti. Un confronto che contribuisce a delineare
priorità tecnologiche del futuro, opportunità di collaborazione e ambiti di
sperimentazione per i prossimi anni, valorizzando il trasferimento tecnologico
e lo sviluppo di nuove progettualità e competenze a supporto anche dell'innovazione
delle aziende del Gruppo.
Tra i fili conduttori della giornata è
emerso il tema della fiducia digitale, intesa come requisito concreto che
riguarda la solidità delle infrastrutture, la qualità dei dati, la sicurezza e
la governabilità dell'intelligenza artificiale, insieme al ruolo delle persone
nel presidiare processi e decisioni.
“In un mondo in cui dati e
modelli di intelligenza artificiale sono sempre più disponibili, la vera
risorsa scarsa diventa la fiducia”, commenta Roberto Loro, Chief Technology Officer di Dedagroup. “L'AI
entra ormai nei processi e contribuisce a orientare decisioni sempre più
rilevanti per le organizzazioni. Non basta quindi che un sistema sia
tecnologicamente avanzato. Occorre comprenderne il funzionamento, verificarne i
risultati, ricostruire le decisioni e intervenire quando necessario. La fiducia
si costruisce nella qualità dei dati, nelle architetture e nei meccanismi di
governo dei sistemi, mantenendo chiare le responsabilità delle persone. I dati
permettono di conoscere. I modelli aiutano a prevedere. Ma solo la fiducia
permette di delegare”.
Le fondamenta tecnologiche
dell'innovazione sono state al centro della sessione Tech Foundations, che ha approfondito
il tema strategico delle infrastrutture fisiche e digitali. Il confronto ha
approfondito l'importanza di modelli distribuiti e federati, complementari alle
grandi infrastrutture globali, capaci di valorizzare le competenze e le
specificità dei diversi tessuti produttivi. In questo scenario si inserisce
anche Intacture, il data center ipogeo sviluppato in Trentino grazie al
partenariato pubblico-privato Trentino DataMine, un’infrastruttura strategica
radicata nel territorio ma progettata per offrire capacità e servizi su scala
nazionale. Il progetto riunisce Università di Trento, Covi Costruzioni,
Dedagroup, Gruppo GPI e ISA - Istituto Atesino di Sviluppo.
Accanto alle infrastrutture,
particolare attenzione è stata dedicata ai dati come patrimonio strategico, da
organizzare e rendere riutilizzabile per generare conoscenza e vantaggio
competitivo. Alla sessione insieme a Roberto Loro hanno contribuito Alessandro
Talotta di MIX Milan Internet Exchange e Guido Walter di Donato di Genogra.
L'evoluzione verso sistemi
intelligenti sempre più autonomi ha guidato la sessione Trust & Orchestration, che ha messo
al centro le sfide dell'interoperabilità, dell'orchestrazione e della fiducia
digitale. Il confronto ha affrontato il passaggio dai singoli modelli di AI a
ecosistemi di agenti specializzati, capaci di collaborare e integrarsi nei
processi delle imprese, con applicazioni anche nell'industria e nella robotica.
Una trasformazione che richiede nuove capacità di governo e sicurezza, superando
un approccio alla cybersecurity fondato prevalentemente sulla conformità
normativa per sviluppare sistemi di difesa continuamente verificabili e
soluzioni di AI il cui comportamento sia affidabile. Sono intervenuti Emanuele
Frontoni dell'Università di Macerata, Matteo Meucci di Synapsed.ai e OWASP
Foundation e Andrea Rigoni di Altirium che spiega: “La sicurezza del futuro sarà
sempre meno basata su verifiche periodiche e sempre più sulla capacità di
validare continuamente ciò che accade nei processi critici dell'organizzazione.
Con l'accelerazione impressa dall'intelligenza artificiale, non basta più
garantire la conformità o adottare nuove tecnologie: occorre dimostrare nel
tempo la solidità delle proprie difese. È qui che la cybersecurity diventa una
questione di “readiness” ovvero di governance, che richiede capacità di
interpretare gli scenari, mantenere il controllo delle decisioni più rilevanti
e agire con consapevolezza anche sotto pressione.”
Il ruolo delle persone nei nuovi
ecosistemi tecnologici è stato approfondito nella sessione Human in the Lead, con il contributo
di Alessandro Vinciarelli dell'Università di Glasgow che sottolinea: “L'intelligenza artificiale non
riguarda soltanto le macchine, ma anche il modo in cui le persone comunicano,
collaborano e prendono decisioni. Comprendere queste dinamiche è fondamentale per sviluppare sistemi capaci di integrarsi
efficacemente nei contesti organizzativi. Per questo l'innovazione tecnologica
richiede sempre più una collaborazione tra competenze tecniche, psicologia e
scienze umane.” Attraverso il tema dell'Intelligenza Sociale
Artificiale, dedicata allo studio delle interazioni tra esseri umani e tra
persone e macchine, il confronto ha sottolineato l'importanza della
collaborazione tra ricerca tecnologica, psicologia e scienze umane, inserendosi
nella più ampia riflessione sulle competenze e sulle responsabilità delle
persone in sistemi digitali caratterizzati da crescente autonomia.
La collaborazione tra imprese, startup
e ricerca come leva per trasformare l’innovazione in applicazioni industriali
concrete è stata al centro della sessione Insights from To The Peak, con Serena Galli, co-founder
dell’iniziativa, e Mirco Bucci di Anypath.ai, startup finalista di To The Peak che Deda ha
voluto coinvolgere nel Co-Innovation Day per valorizzarne le competenze e
l’approccio, in linea con le proprie traiettorie di sviluppo della Physical AI.
La sessione ha così rappresentato la naturale prosecuzione della partecipazione
di Deda come partner di To The Peak, dando continuità a un percorso di
innovazione che mette in relazione imprese, startup e ricerca per favorire lo
sviluppo di nuove applicazioni industriali e opportunità di collaborazione.
Le Future Signals Conversations hanno approfondito due direttrici
di sviluppo. La prima, dedicata ai dati come infrastruttura strategica per
creare valore, ha coinvolto Domenico Dato di iStella e Giovanni Botta di Deda Ai. Nel
confronto focus sulle condizioni per disporre di basi informative aggiornate, rappresentative
dei diversi contesti linguistici e produttivi e capaci
di sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
La seconda, Trust
& Orchestration: le traiettorie Deda dalla ricerca all'impatto, ha messo in evidenza il
contributo dei Co-Innovation Lab congiunti Deda e FBK allo sviluppo di sistemi
di intelligenza artificiale affidabili e governabili. Riccardo Valletti di
Deda, Pietro De Matteis del Co-Innovation Lab Cleanse e Raman Kazhamiakin del
Co-Innovation Lab CANDI hanno affrontato due direttrici di ricerca complementari,
la Hybrid AI, che integra modelli generativi e conoscenza strutturata, e
l'Harnessing, che orchestra dati, conoscenza, agenti e processi favorendo una
maggiore indipendenza dalle singole tecnologie. Un approccio che attraverso la
collaborazione tra ricerca e impresa mira a trasformare risultati scientifici
in asset tecnologici, competenze distintive e capacità riutilizzabili a
supporto dell'innovazione delle aziende del Gruppo e dei loro clienti.