Genova, 14 settembre 2026 – Dai fondali della
Sardegna alle acque della Liguria, dalla Sicilia all'Adriatico, undici aree
marine protette italiane per la prima volta sono oggi monitorate da un'unica
infrastruttura integrata, sistematica e data-driven che
permette di seguire in near real time l'evoluzione e i cambiamenti degli
ecosistemi marini. È questo il traguardo raggiunto da ASPIM,
il progetto sviluppato da ETT S.p.A., società di Gruppo Deda,
nell'ambito del programma PNRR DigitAP promosso dal Ministero dell'Ambiente
e della Sicurezza Energetica con il supporto tecnico di ISPRA -
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
Grazie a questo progetto, ETT figura tra i
finalisti del Blue Green Economy Award 2026, premio che valorizza
imprese e organizzazioni impegnate nel promuovere modelli di sostenibilità
ambientale, sociale, economica e organizzativa, attraverso progetti capaci di
creare valore per i territori, le comunità e la crescita sostenibile.
Nella sua prima fase di attuazione, ASPIM
interessa tutte le undici Aree Specialmente Protette di Importanza
Mediterranea presenti in Italia: Capo Caccia-Isola Piana, Capo Carbonara,
Isole Egadi, Miramare, Penisola del Sinis-Isola Mal di Ventre, Plemmirio,
Portofino, Punta Campanella, Porto Cesareo, Tavolara-Punta Coda Cavallo e Torre
Guaceto.
Il sistema di monitoraggio è stato
co-progettato con le aree marine protette per garantire la compatibilità con
gli ecosistemi locali e per ridurre al minimo l'impatto sugli habitat marini,
utilizzando boe di superficie alimentate da pannelli solari e ormeggi
ecocompatibili.
Dotato di sensori distribuiti lungo la colonna
d'acqua fino a profondità di circa 40 metri, il sistema rileva ogni 30
minuti i principali parametri ambientali, tra cui temperatura, ossigeno
disciolto, salinità, clorofilla.
I dati raccolti, pari a circa 2 milioni di
rilevazioni all'anno, vengono sottoposti a rigorosi processi di controllo
qualità e validazione scientifica e confluiscono in una piattaforma web
sviluppata da ETT, secondo criteri avanzati di accessibilità e
interoperabilità. La piattaforma mette a disposizione dashboard
interattive, strumenti di analisi e confronto, visualizzazioni
cartografiche e rappresentazioni dei parametri monitorati lungo l'intera
colonna d'acqua, consentendo una consultazione immediata e approfondita delle
informazioni.
Le rilevazioni effettuate in situ sono integrate
da dati satellitari, dataset istituzionali e modelli europei, come la
componente di monitoraggio marino del Programma Copernicus dell'Unione
Europea (Copernicus Marine), restituendo una visione organica e
costantemente aggiornata dello stato degli ecosistemi e consentendo di
contestualizzare il dato locale in un quadro più ampio. Un elemento di particolare rilevanza è la
federazione di questi dati standardizzati, aggiornati e affidabili all’interno
di EMODnet (European Marine Observation and Data Network), il
servizio operativo dell’Unione Europea che fornisce accesso libero e gratuito
ai dati marini e ai relativi prodotti, favorendone la condivisione, la scoperta
e il riutilizzo nell’ambito di una consolidata infrastruttura europea. L’insieme
di questi risultati rappresenta un unicum nel panorama nazionale e uno
dei più avanzati esempi di osservazione coordinata degli ecosistemi marini nel
Mediterraneo.
"ASPIM è un'infrastruttura unica che
consente di analizzare gli ecosistemi marini in modo continuativo e coordinato,
sulla base di dati standardizzati, scientificamente validati e costantemente
aggiornati. In questo modo la tutela degli ecosistemi ha al suo servizio milioni
di rilevazioni ambientali così da individuare con rapidità le criticità. La
crisi climatica sta modificando i nostri mari con una velocità senza
precedenti: disporre di informazioni affidabili e aggiornate significa poter
assumere decisioni più consapevoli e intervenire con azioni di mitigazione in
modo efficace. ASPIM dimostra come l'innovazione digitale possa diventare uno strumento
concreto al servizio della sostenibilità, rafforzando la capacità di osservare,
comprendere e proteggere il patrimonio naturale contribuendo a una gestione più
tempestiva delle sfide che interessano l'ambiente marino” dichiara Giuseppe
Guerrisi, CEO di ETT S.p.A.
“La rete di monitoraggio in situ
realizzata attraverso il progetto DigitAP assume un valore che va oltre la
semplice raccolta dati: in un contesto di cambiamenti climatici sempre più
rapidi, disporre di sensori attivi 24 ore su 24 nelle aree marine protette
significa poter cogliere in tempo reale segnali che un tempo sarebbero rimasti
invisibili tra una campagna di rilevamento e l'altra. Temperatura dell'acqua,
salinità, correnti: sono parametri che oggi cambiano più velocemente di quanto
la ricerca scientifica tradizionale riesca a documentare con i soli rilievi
periodici. Le boe e i sensori subacquei installati nelle 11 Aree Specialmente
Protette di Importanza Mediterranea permettono di costruire serie storiche
continue di dati chimico-fisici, essenziali per distinguere le oscillazioni
naturali dagli effetti strutturali del riscaldamento globale sugli ecosistemi
marini. È la differenza tra una misurazione isolata, scattata una volta l'anno,
e una serie di dati che si aggiorna costantemente: solo un flusso continuo
consente di individuare per tempo fenomeni come le ondate di calore marine,
l'acidificazione delle acque o le alterazioni negli equilibri chimici che
precedono spostamenti degli areali di specie sensibili, permettendo interventi
di tutela tempestivi anziché reazioni tardive a danni già avvenuti,” afferma Sante
Francesco Rende, Primo Ricercatore ISPRA, referente tecnico della Misura
PNRR DigitAP - Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle Aree Marine
Protette.
Uno degli aspetti più innovativi del progetto
è la capacità di far progredire il monitoraggio ambientale da attività
puntuale a processo continuo, a supporto di decisioni tempestive e basate su
dati affidabili. Grazie alla possibilità di configurare allarmi basati
su soglie scientificamente definite, il rilevamento di condizioni critiche
genera notifiche immediate che consentono di intervenire in modo
efficace. Il monitoraggio evolve, così, verso un modello predittivo e
proattivo: con l’integrazione di motori IA, è orientato non solo
all'osservazione, ma anche alla prevenzione.
La struttura metodologica del
progetto, concepita secondo principi di modularità e interoperabilità,
rappresenta un modello replicabile per altri siti e per il progressivo
ampliamento della rete, contribuendo alla standardizzazione del monitoraggio
ambientale marino a livello nazionale. Allo stesso tempo, la disponibilità di
dati continui riduce la necessità di campagne periodiche e di missioni in mare,
con benefici in termini di costi operativi, impatto ambientale e carico
gestionale per gli enti coinvolti.