Trento | Castellammare di Stabia, 5 maggio 2026 – Il progetto “Castellammare Digitale”, sviluppato dal Comune di Castellammare di Stabia con il supporto tecnologico di Deda Next, società del Gruppo Deda dedicata alla trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione e delle aziende di pubblico servizio, si è aggiudicato il Premio dell’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano, uno dei principali riconoscimenti nazionali dedicati all’innovazione urbana.
Il progetto nasce dall’esigenza concreta di superare la frammentazione dei sistemi informativi cittadini e dotare l’amministrazione di una visione unitaria, in grado di integrare dati ambientali, videosorveglianza, sensoristica IoT e informazioni territoriali. L’obiettivo condiviso non era di introdurre nuove tecnologie in modo isolato, ma di costruire un’infrastruttura capace di rendere la città leggibile e governabile in tempo reale.
Per mettere a fattore comune le tecnologie presenti sul territorio è stato realizzato il “Cruscotto della città”, un Decision Support System che integra in un’unica interfaccia cartografica i flussi provenienti da oltre 220 telecamere, stazioni meteo distribuite sul territorio, sensori ambientali e sistemi di video analisi basati su intelligenza artificiale. La piattaforma su cui poggia il sistema – basata su GeoNext, il GIS sviluppato da Deda Next – ha reso possibile l’integrazione tra sensoristica IoT, videosorveglianza e sistema informativo territoriale (GIS) del Comune, consentendo di visualizzare e analizzare i dati su base cartografica e trasformando così sistemi precedentemente disgiunti in un’unica infrastruttura interoperabile di governo del territorio, offrendo agli operatori uno strumento per monitorare eventi, ricevere alert e intervenire in modo tempestivo.
L’efficacia del modello ha trovato riconoscimento anche a livello istituzionale: tra oltre 400 progetti presentati da 92 Comuni, Castellammare Digitale è stato l’unico selezionato sull’Asse A.3.1. “Implementazione di servizi di e-government”, dedicato ai progetti più avanzati di trasformazione digitale. Il progetto ha mobilitato complessivamente oltre 2,2 milioni di euro, attraverso un mix di risorse pubbliche locali, nazionali e metropolitane, dimostrando la capacità dell’amministrazione di attrarre finanziamenti e tradurli in un’infrastruttura concreta e operativa.
“Il riconoscimento del Politecnico di Milano è per noi motivo di grande orgoglio e conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Castellammare Digitale non è solo un progetto tecnologico: è la fondazione digitale della nostra città. Avevamo bisogno di chi fosse capace di comprendere le specificità di un ente pubblico e di valorizzare ciò che già esisteva, invece di ricominciare da zero, e questo approccio si è rivelato determinante. Il risultato è uno strumento che i nostri operatori usano già ogni giorno ma costruito per poter evolvere — e che altre città possono guardare come modello”, ha commentato Luigi Vicinanza, sindaco di Castellammare di Stabia.
“Progetti come Castellammare Digitale dimostrano che la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione non è solo una questione tecnologica, ma di governo del dato. La sfida oggi è superare la frammentazione dei sistemi e costruire piattaforme integrate che rendano le città leggibili e governabili in tempo reale. È questo il passaggio che può fare la differenza anche su scala nazionale, perché consente alle amministrazioni di prendere decisioni più rapide, più informate e più efficaci per cittadini e imprese” sottolinea Fabio Meloni, CEO di Deda Next. “Per compiere davvero un importante salto in avanti dobbiamo passare da interventi isolati a infrastrutture ed ecosistemi capaci di durare nel tempo, di crescere ed evolvere le nuove esigenze dei territori e capaci di supportare in modo continuo l’azione amministrativa. È questo il passaggio che può fare la differenza anche su scala nazionale, perché consente alle amministrazioni di evolvere in modo strutturale, migliorando qualità dei servizi, efficienza operativa e capacità di risposta”.
Grazie all’integrazione tra sensoristica, piattaforma dati e sistemi di analisi, la rete di videosorveglianza ha evoluto il proprio ruolo passando da strumento di registrazione passiva a componente attiva dell’ecosistema urbano. I 9 varchi OCR effettuano oltre 500.000 letture targhe al giorno, mentre i sistemi di intelligenza artificiale consentono di rilevare e interpretare in tempo reale situazioni di rischio e criticità sul territorio. Il sistema, collaudato a gennaio 2026 e oggi utilizzato quotidianamente da quattro corpi di polizia, rappresenta un esempio concreto di come una strategia basata sull’integrazione dei dati possa migliorare l’efficacia operativa della pubblica amministrazione.
Il progetto ha visto la collaborazione di A.I. Tech (Spinoff dell’Università di Salerno) per i sistemi di video analisi, di MeteoGiuliacci per le stazioni meteo e di Milestone Systems per la videosorveglianza.