Per accompagnare le organizzazioni verso “nuovi futuri” è necessario adottare una visione di ecosistema, che colleghi competenze, infrastrutture e territori. Nel suo commento Marco Podini porta al centro dibattito una delle sfide più urgenti per l’Europa: costruire un ecosistema dell’intelligenza artificiale capace di garantire competitività, sicurezza e sovranità digitale.
L’AI rappresenta un cambio di paradigma che richiede nuovi modelli di governance, investimenti coordinati e una visione di sistema. Per farlo è necessario sviluppare tecnologie affidabili, potenziare le competenze e favorire la collaborazione tra imprese, istituzioni e territori, per evitare che l’Europa resti dipendente da altri poli globali.
L’analisi mette in evidenza un punto cruciale: la capacità di presidiare i dati e costruire infrastrutture tecnologiche europee è la condizione essenziale per garantire autonomia strategica e sostenere lo sviluppo di un’AI realmente responsabile.
“È fondamentale che l’industria lavori alla costruzione di un’AI europea e responsabile, capace di valorizzare la ricchezza dei dati locali, delle lingue e dei contesti d’uso, coniugandola con requisiti stringenti di sicurezza, protezione dei dati e affidabilità dei sistemi.”, scrive Marco Podini, Presidente Esecutivo e CEO di Dedagroup.
È una direzione precisa: non limitarsi ad adottare tecnologie globali, ma contribuire attivamente a costruire modelli, infrastrutture ed ecosistemi europei. Come azienda tecnologica, è esattamente su questo terreno che lavoriamo ogni giorno: integrare AI nei processi, garantire governance e compliance, abilitare trasformazioni sostenibili per imprese e PA. La sovranità digitale passa anche (e soprattutto) da qui.