Dedapulse 2026 conquista l’attenzione dei media nazionali con un servizio dedicato di Askanews che racconta l’evento come un momento di confronto strategico sui modelli necessari ad accelerare l’evoluzione delle organizzazioni verso un futuro sempre più AI-driven.
Oltre 800 tra imprenditori, manager e innovatori si sono riuniti a Milano per discutere il ruolo dell’intelligenza artificiale nel ridefinire il rapporto tra tecnologia, competitività e valore umano. L’edizione 2026 ha messo al centro una visione chiara: l’AI non è solo una frontiera tecnologica, ma una leva sistemica di trasformazione che richiede investimenti, governance e responsabilità culturale. Le imprese sono chiamate a ripensare modelli organizzativi e decisionali, integrando l’intelligenza artificiale nei processi in modo consapevole e orientato alla creazione di valore duraturo.
«Gli investimenti
sono sicuramente oggi un fattore chiave. Abbiamo visto come anche negli Stati
Uniti d’America e in Cina la mole di investimenti abbia addirittura superato le
aspettative. In questo noi come sistema paese e come Europa dobbiamo accelerare.
Noi come Deda, sicuramente, stiamo facendo la nostra parte. Solo nell’ultimo
anno abbiamo investito più di 50 milioni”, ha dichiarato Marco Podini,
Presidente Esecutivo e CEO di Dedagroup.
Nel racconto
emerge anche l’importanza di infrastrutture solide e sicure come base per lo
sviluppo di soluzioni di AI scalabili e per garantire autonomia tecnologica e
controllo del dato.
"Su questo abbiamo
investito molto, partendo dalle infrastrutture. Per questo abbiamo costruito, insieme
a delle aziende del territorio e all’Università degli Studi di Trento, un
partenariato pubblico-privato che ha realizzato il primo data center al mondo
all’interno di una miniera attiva sotto cento metri di roccia in una valle del
Trentino. Questa è la base solida in cui poter collocare dati, workload critici
e anche per sviluppare nuovi servizi di intelligenza artificiale di
precisione.”, ha commentato Roberto Loro, Chief Technology Officer di
Dedagroup.
Forte è il
richiamo alla dimensione culturale della trasformazione: l’adozione dell’AI
richiede nuove competenze, modelli di governance evoluti e un utilizzo etico e
trasparente delle tecnologie. Dedapulse si conferma così un punto di
riferimento per fare il punto su come imprese e istituzioni possano governare
la transizione verso modelli AI-driven in modo responsabile, competitivo e
sostenibile.