Filippo Angelo Romeo
Head of Cybersecurity & GRC AdvisoryCybersecurity senza confini

Un contesto in continua evoluzione
Stiamo assistendo ad una crescita esponenziale delle minacce informatiche. Deepfake che diventano sempre più realistici, attacchi di phishing supportati dall'intelligenza artificiale e campagne automatizzate in grado di colpire migliaia di obiettivi contemporaneamente stanno cambiando radicalmente il panorama della sicurezza digitale. In questo scenario, la cybersecurity aziendale è diventata un elemento strategico per la continuità e la competitività delle grandi imprese fino alla sicurezza informatica delle PMI.
Dal fortino aziendale al perimetro liquido
Per molto tempo le aziende hanno potuto contare su un perimetro ben definito. Server, applicazioni e utenti erano concentrati all'interno di confini chiari e facilmente controllabili. Oggi non è più così: cloud, smart working, piattaforme collaborative e supply chain digitali hanno reso dati e applicazioni distribuiti ovunque. Parliamo quindi di “perimetro liquido”: un nuovo modello organizzativo che introduce il concetto di sicurezza convergente che si deve adattare costantemente ai cambiamenti dell'organizzazione, alle modalità con cui persone e sistemi interagiscono tra loro e alla conseguente evoluzione delle minacce.
Proteggere un ecosistema sempre più esteso
Oggi collaboriamo con partner, fornitori e professionisti esterni che accedono a dati, applicazioni e processi. Ogni connessione rappresenta un'opportunità di business, ma anche un possibile punto di vulnerabilità. Per questo è fondamentale garantire un livello di protezione omogeneo lungo tutta la filiera digitale. L’approccio strutturato alla cybersecurity deve accompagnare ogni componente dell'ecosistema aziendale, senza creare zone scoperte o differenze nei livelli di controllo. È qui che entrano in gioco i servizi cybersecurity (servizi di sicurezza informatica) progettati per proteggere infrastrutture e dati in modo continuativo.
La doppia sfaccettatura dell’AI
L'intelligenza artificiale sta aumentando la velocità delle macchine e il numero degli attacchi informatici, rendendo inefficace un approccio puramente reattivo. Per questo è necessario adottare strumenti basati su AI che siano in grado di rilevare le minacce e rispondere in tempo reale, affiancando il lavoro degli analisti e dando loro la possibilità di decidere in modo rapido ed efficace.
In Deda utilizziamo le stesse metodologie impiegate dagli attaccanti per rafforzare la difesa, simulando il loro comportamento (adversary simulation) e integrando queste capacità nei nostri strumenti e servizi. L'obiettivo è distinguere rapidamente le minacce reali dai falsi allarmi, supportando gli esperti con strumenti avanzati di monitoraggio affinché possano prendere decisioni più rapide, efficaci e consapevoli.
Il ruolo attivo del reparto HR
Se da una parte le tecnologie sono sempre più sofisticate e accessibili, dall'altra gli attacchi basati su phishing e ingegneria sociale continuano a sfruttare il fattore umano. Per questo la cybersecurity deve diventare parte della cultura aziendale, e non solamente responsabilità del CISO, coinvolgendo attivamente il reparto HR nei campi della formazione, processi e governance. Anche le nuove normative, come NIS2, GDPR e AI Act, richiedono un approccio sempre più strutturato alla gestione del rischio. Investire nella protezione dei dati, nella governance e nella cyber resilience significa costruire un'organizzazione capace di prevenire gli attacchi, reagire rapidamente e garantire la continuità del business. Parallelamente, è importante per le organizzazioni investire in soluzioni tecnologiche come la protezione dei dati aziendali, la gestione storage multicloud e dotarsi di una piattaforma GRC che permetta di governare rischi, compliance e sicurezza in modo integrato.
FAQ
Che cos'è il modello Zero Trust e perché è importante?
Zero Trust è un modello di sicurezza basato sul principio: “non fidarsi mai, verificare sempre”. Nessun utente, dispositivo o applicazione è considerato automaticamente affidabile, anche se si trova nella rete aziendale. È diventato fondamentale perché il vecchio perimetro aziendale non esiste più: cloud, smart working e fornitori esterni hanno reso dati e applicazioni distribuiti ovunque. Zero Trust permette di controllare ogni accesso, ridurre i rischi e proteggere un ecosistema digitale sempre più complesso.
Quali obblighi introduce l’AI Act?
L’AI Act introduce regole per usare l’intelligenza artificiale in modo sicuro e responsabile. Gli obblighi cambiano in base al rischio del sistema AI e includono:
-gestione dei rischi e controlli di sicurezza;
-trasparenza sull’uso dell’AI;
-documentazione e tracciabilità;
-supervisione umana;
-governance dei dati.
Per le aziende significa integrare l’AI nei processi con maggiore attenzione a sicurezza, compliance e responsabilità.
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